BalKam - Cinque affari di luglio

01.08.2017 11:00 di Dimitri Conti  articolo letto 9 volte
BalKam - Cinque affari di luglio

Siamo al primo giorno di agosto. È passato un mese dall'inizio ufficiale del mercato. BalKam sceglie ed analizza le cinque trattative più interessanti fino a qui.

«Il calciomercato non si ferma mai» è un motto che si sente spesso ripetere negli ambienti calcistici. Il via ufficiale è stato dato, quasi ovunque, al primo luglio, ma in realtà - come potrete ben notare anche in questo speciale - alcune trattative sono state definite ed ufficializzate già anche tra maggio e giugno. Torna così la consueta rubrica BalKam, che riduce eventi di grande portata all'osservazione di ciò che avviene intorno alla sfera dell'area balcanica: di seguito le cinque trattative più interessanti concluse in questo primo mese ufficiale di calciomercato. Con anche affari di maggio e giugno. Ma prima un'ultima osservazione, anche un po' crepuscolare: oltre alla pochezza di affari in entrata che riguardino le squadre dell'area balcanica, queste ultime sono presenti perlopiù a causa delle cessioni dorate che ancora riescono ad ottenere, ma che finiscono spesso nelle mani sbagliate.

5. Sead Kolašinac dallo Schalke 04 all'Arsenal a parametro zero

Con il contratto che lo legava allo Schalke in scadenza al 30 giugno, e una lunga coda di pretendenti alla sua porta, il laterale mancino Sead Kolašinac alla fine ha scelto di unirsi alla causa dell'Arsenal di Wenger, squadra bella ma perdente negli ultimi anni, ma sempre stabilmente ai vertici del calcio inglese ed europeo. Tra le varie corteggianti c'era pure una Vecchia Signora di Torino, che però poi non è riuscita ad affondare il colpo. In uscita dovrebbe salutare Kieran Gibbs, e la sua concorrenza nei Gunners si limiterebbe allo spagnolo Natxo Monreal, con il quale il bosniaco classe '93 può giocarsi il posto puntando sulla sua attitudine a tutto campo supportata da una gamba non scattante ma progressiva. Solo quinto per la vetrina troppo scontata, ma come operazione è minimo da podio.

4. Héber dallo Slaven Belupo al Rijeka per 450mila euro 

Brasiliano classe '91, Héber Araújo dos Santos, Héber al secolo del calcio, è uno di quegli attaccanti girovaghi del Brasile che ad un certo punto partono per far fortuna. Dopo l'atterraggio in Armenia è finito in Croazia: una stagione da titolare allo Slaven Belupo, dove colleziona 10 reti in 30 apparizioni, ma si fa apprezzare per i movimenti e la capacità di mettere al servizio della squadra il suo fisico compatto. I neo-campioni del Rijeka, anche in vista delle uscite, lo prendono per la cifra di 450mila euro, per avere il perfetto dodicesimo. Peccato che finora sia quasi sempre partito titolare in queste sei prime gare della sua nuova squadra, da lui tutte disputate. Ancora però non è arrivato il gol.

3. Dominik Kotarski dalla Dinamo Zagreb all'Ajax per 2 milioni

Difficile sbilanciarsi quando si parla di un estremo difensore classe 2000, poiché non tutti nascono Gianluigi Donnarumma e non tutti hanno Raiola come procuratore. Altresì, quando si parla di Ajax e di settore giovanile, di una squadra che nella finale della scorsa Europa League si è presentato con un undici titolare troppo giovane per essere vero, non si può che partire già più che positivamente prevenuti. I Lancieri sono andati a prelevare Dominik Kotarski, 17enne portiere che militava nelle giovanili della Dinamo Zagreb, altro vivaio florido del calcio europeo, e l'hanno pagato 2 milioni di euro per difendere, per ora, i pali delle selezioni giovanili. E sappiamo che ad Amsterdam non è questione d'età l'esordio in prima squadra.

2. Nemanja Mihajlovic dal Partizan all'Heerenveen per 1,7 milioni

Il Partizan, come accade di consueto, si è reso già protagonista di cessioni cosiddette pesanti, e quella di Nemanja Mihajlovic probabilmente può essere considerata tra queste. Il club di Belgrado, tutto sommato, ha incassato una cifra più che rispettosa per il calcio serbo come 1,7 milioni di euro, per un esterno che si è alternato spesso tra l'undici titolare, i frequenti subentri e anche qualche panchina. Ma è un classe '96, e un esterno a piede invertito che nelle dinamiche del calcio attuale ha appeal per molte squadre e molto mercato. All'Heerenveen per lui la possibilità di dimostrare a pieno il suo talento, in un calcio produttivo per quel tipo di calciatori quale l'Eredivisie. Sicuramente non parte immediatamente con i galloni del titolare, ma resta un profilo da tener d'occhio.

1. Franko Andrijaševic dal Rijeka al Gent per 4,2 milioni

Il primo posto è occupato dall'addio più doloroso tra tutti, seppur accompagnato da un discreto economico per le casse del Rijeka. Gli usurpatori del trono in Croazia però hanno perso il vero leader tecnico della squadra, trequartista o centrocampista offensivo che dir si voglia dal fisico longilineo e capace nell'inserimento e con frequenza in rete. Si capiscono bene d'altro canto anche le motivazioni di un ragazzo comunque non più giovanissimo - è un '91 - e alla prima chiamata da parte del calcio centro-europeo. All'altro capo del telefono i belgi del Gent, che hanno versato 4,2 milioni nelle casse fiumane per assicurarselo, e di fronte a lui la possibilità di giocare all'interno di una squadra blasonata di un campionato di maggior risonanza come la Jupiler League, consigliata a chi deve costruirsi una carriera a scalini. Avrebbe potuto far comodo anche a tanti altri.

Bonus. Begovic e Matic verso casa

Due colpi che non potevano mancare, ma allo stesso tempo troppo banali per finire nella nostra classifica. Due storie di ritorni a casa ma di addii dal Chelsea di Antonio Conte, nel magico mondo della Premier League dove tutti possono spendere con qualche rimorso in meno:

Asmir Begovic torna a difendere i pali del Bournemouth dopo dieci anni dall'ultima volta. E non è un modo di dire, era il 2007. Nelle casse dei Blues circa 13 milioni di euro. Per un portiere. Di 30 anni. Non ditelo in Italia.

Il trasferimento per eccellenza è quello di Nemanja Matic, tornato a riabbracciare il suo adorato Mourinho per poco più di 40 milioni. Sentiamo il dovere e la necessità di parlarne a parte per approfondire il tema, e sarà presto fatto.