Belgrado d'Europa

15.09.2017 11:20 di Dimitri Conti  articolo letto 12 volte
Belgrado d'Europa

L'esordio europeo della doppia faccia di Belgrado nella fase a gironi di Europa League ha restituito un conto uguale per tutti. Quasi a non voler turbare l'ordine tra Crvena Zvezda e Partizan. 

Non è così banale vedere Crvena Zvezda e Partizan, da sempre i due volti che connotano la Belgrado calcistica, all'interno della stessa fase di una competizione internazionale quale l'Europa League. Anzi, correggiamo: da quando è stata introdotta la formula moderna che comprende la fase a gironi conosciuta nelle coppe europee dei giorni nostri, non è mai avvenuto che ci fossero ambedue le squadre di Belgrado. In questo giorno storico era doveroso seguire le partite delle due squadre, collocate in due fasce orarie. Cosa è andato e cosa non è andato in entrambe le partite che, ve lo spoileriamo, sono finite 1-1 tutte e due. Prima giocava il Partizan.

Young Boys - Partizan

È servita anche tutta l'esperienza di un portiere navigato come Stojkovic per portare a casa un punto dalla difficile trasferta di Berna. L'estremo difensore del Partizan in più di una circostanza è stato chiamato a metterci una pezza, come nell'occasione che racconta la foto qui sopra. Lo Young Boys di Hütter per fortuna dei serbi ha sofferto la mancanza di un attaccante di peso quale Hoarau, infortunatosi nell'ultima uscita dei suoi, e la mancanza di un riferimento vero non ha aiutato sempre le manovre offensive degli elvetici, che però a tratti risultavano imprendibili se riuscivano a coniugare la velocità degli attaccanti con la spinta degli esterni. Tra questi ultimi un grande ex della partita: Miralem Sulejmani, colui che ha iniziato l'azione del pareggio svizzero. Già, perché il Partizan era pure riuscito ad andare avanti grazie alla bella combinazione tra Tošic e Jankovic, conclusa alla perfezione da quest'ultimo. Tutto effimero, tempo quattro minuti e il punteggio reciterà parità. Poche le note negative, a dir la verità: qualche rammarico per la prestazione scialba di Tawamba là davanti e qualche rimpianto sui due cartellini gialli per simulazione estratti dall'arbitro ungherese Kovács. Il primo, quello assegnato a Ožegovic, sembra giusto. Ma quello su Tošic è più rigore che altro.

Crvena Zvezda - BATE Borisov

Due ore dopo era la volta della Crvena Zvezda. Al Rajko Mitic arriva il BATE Borisov, dotato di buona gamba visto lo stato d'avanzamento del campionato bielorusso, a differenza di quello serbo. Ma soprattutto vogliosi di ergersi a terza forza, sulla carta, di un girone tostissimo. Ne è venuta fuori una partita separata a compartimenti stagni. Qualche sorpresa nella formazione di casa: dentro Srnic e Radonjic al posto dei più quotati Ricardinho e Pešic. Ottimo avvio degli ospiti, e subito sfiorata la rete del vantaggio con il serbo Ivanic che gioca in casa: il suo destro a botta sicura è fermato dalla traversa. Il primo tempo si conclude a reti bianche, ma c'è la sensazione che i serbi possano far bene. E infatti dopo neanche dieci minuti di ripresa arriva il gol, frutto della combinazione proprio tra Srnic e Radonjic. Cross del primo, tocco ravvicinato in rete del secondo. Il BATE però a quel punto non ci sta e il tecnico Yermakovich compie una mossa azzardata, che però ripagherà: fuori un mediano come Volodko e al suo posto dentro Signevich, un attaccante. Uno sbilanciamento che ha fatto rischiare gli ospiti, graziati dalla scarsa vena degli avanti di casa, Kanga su tutti. C'entra ancora l'uomo di casa Ivanic: cross al bacio sulla testa di... Signevich. Guarda un po'. Savic e Stojkovic sono entrambi in ritardo, ed è gol. Un altro legno salverà i serbi, per un pareggio finale giusto.