El Dieć

29.08.2017 08:00 di Dimitri Conti  articolo letto 29 volte
© foto di J.M.Colomo
El Dieć

Dopo l'addio di James Rodriguez, la numero 10 del Real Madrid è passata sulle spalle di Luka Modrić. Elogio al miglior croato nella storia del madridismo. Ma non solo.

Rappresentare il calcio e le sue estensioni con metafore da storie d'amore non è mai troppo azzeccato, in un contesto nel quale il denaro muove i monoliti. Quindi, This is not a love song avrebbero cantato i PIL, se non per la passione personale dell'autore verso l'oggetto del pezzo: Luka Modrić. La risposta tecnica del madridismo a Iniesta e al tiqui-taca che tanto ossessionava i cugini blaugrana. Ci sbilanciamo e aggiungiamo il miglior croato nella storia delle merenguesLo facciamo ulteriormente: sicuramente il croato più vincente nel calcio che conta, e questo è un dato di fatto che lo proietta nella storia. E ha vinto, ci scusino i sostenitori del Tottenham, con le squadre che hanno rappresentato le vette della sua carriera: Dinamo Zagreb e Real Madrid.

DINAMO [2005-08]

Modrić arriva in rosa nel 2002, quando all'età di 17 anni viene prelevato dal Zadar, club della città in Italia nota come Zara, nella quale è nato il 9 settembre 1985. Il concetto di Dinamo dominatrice assoluta del paese non era ancora così radicato. Fino al 2005 per lui solo prestiti: prima a Mostar, in Bosnia, nelle file dello Zrinjski, poi in patria all'Inter Zaprešić. Sono subito due stagioni d'oro: nella prima è premiato come miglior giocatore del campionato, nella seconda contribuisce ad un clamoroso secondo posto, non vinto però dalla Dinamo bensì dagli acerrimi rivali dell'Hajduk Split. Quindi il ragazzo viene richiamato alla base. Ed è un dominio: la Dinamo inaugura così un ciclo di successi consecutivi che si fermerà soltanto nello scorso giugno, per un'impresa storica del Rijeka. Modrić vince i primi quattro ed è la stella, e conosce una fertilità realizzativa senza eguali in carriera. Nella sua ultima stagione è letteralmente mostruoso: segna quanto un certo Mandžukić, suo compagno di squadra. Avete presente, no? Il Tottenham ne intuisce il potenziale e lo fa suo per poco più di 20 milioni di dollari. C'è anche altro di cui parlare sull'esperienza in terra croata. Ci torneremo in fondo.

REAL [dal 2012]

Nel frattempo c'è stata l'esperienza inglese. Modrić ci mette un po' ad abituarsi alle dinamiche inglesi, ma ci riesce. Con la maglia degli Spurs è una progressiva crescita: il Real Madrid ne è ingolosito, raddoppia la cifra spesa dal Tottenham quattro anni prima e lo fa suo. Appena arrivato, i galacticos vincono la Supercoppa: è solo l'inizio di un percorso lastricato d'oro, da compagno di battaglia del per-sempre-protagonista Cristiano Ronaldo contro i demoni Messi e Barcelona. Altre storie: parlavamo di una Liga - sì, una sola - tre Champions League - tre! - con rispettive tre Supercoppe UEFA in allegato e due Campionati del Mondo per club - il terzo è ancora da disputare - una Copa del Rey e due Supercoppe nazionali. Un bel bottino, raccolto da protagonista sempre in crescendo del centrocampo madridista. Talmente unico che il Real, una volta partito James Rodriguez per la Baviera ha risposto alle voci di mercato che aleggiavano intorno al centrocampista croato assegnandogli la maglia numero 10 del club. Una risposta di spessore, e Modrić adesso è El Diez, come direbbero sulla latitudine di Madrid. Noi diremmo El Dieć.

ZDRAVKO [dal 2003]

Torniamo dunque ai tempi della Croazia. E parliamo di Zdravko Mamić, personaggio da sempre oltre il limite, che ha avuto grandi problemi con la legge. Andiamo con ordine: al timone della Dinamo Zagreb e della Lokomotiva Zagreb, per larghi tratti anche della federazione croata, l'uomo più influente del calcio in Croazia è da anni al centro di polemiche e discussioni, come tutti i carismatici accentratori di potere. La sua figura sarà approfondita successivamente, ma è fondamentale capire che la giustizia croata ha perseguito Mamić e altri due dirigenti della Dinamo, accusati di essersi infilati nelle tasche soldi non loro bensì del club, che detiene una delle produzioni di nuovi talenti a livello giovanile migliore d'Europa, grazie al quale storicamente ha saputo incassare cifre notevoli. Appropriazione indebita, corruzione ed evasione i capi d'accusa sulle loro teste, e tra i testimoni chiave figurava proprio Modrić, protagonista di un trasferimento record nella storia della società. Il centrocampista, dopo aver fornito alcuni dettagli nel corso delle prime deposizione, nel mese di giugno ha poi negato tutto, parendo ai più piuttosto confuso. Qui c'è l'intera testimonianza del giocatore, per chi volesse farsi un'idea. Il processo per Mamić ancora deve vivere gran parte del suo iter, e rimarrà al centro del clamore mediatico. Modrić però, adesso, è indagato per spergiuro. Una pagina grigia all'interno di una carriera fenomenale.