Fali Wars. E il cliché del ct sabotato

Rubrica settimanale in collaborazione con TuttoMercatoWeb.com
07.09.2018 10:15 di Dimitri Conti  articolo letto 96 volte
Fali Wars. E il cliché del ct sabotato

Troppo spesso è stato imputato alla Serbia di non riuscire a tenere le polemiche lontane dallo spogliatoio. Figuriamoci che questa volta, con l'esordio in Nations League a poche ore di distanza, le discussioni sono nate all'interno di esso. Anche se sarebbe riduttivo dare questa spiegazione alle ultime vicissitudini che hanno scosso il mondo della selezione guidata dal ct Mladen Krstajic. C'è di più: quest'ultimo è coinvolto direttamente nelle polemiche. Anzi, per meglio dire è una delle forze motrici della questione. Ma andiamo con ordine, e tentiamo una ricostruzione più ordinata possibile.

La storia comincia agli ultimi Mondiali, che da parte serba non sono risultati poi così trionfali vista l'eliminazione patita ai gironi - pur con qualche recriminazione legittima - e il successivo, storico, secondo posto conseguito dalla grande rivale Croazia. Durante l'avventura di Russia 2018 qualcosa pare essersi incrinato, ma sarà solamente in un secondo momento che il fatto emergerà. La ricostruzione che gli assistenti di Krstajic forniscono alla stampa serba, però, è quantomeno degna di preoccupazione: Fali Ramadani ha tentato di sabotare la selezione ed eseguire una sorta di colpo di stato.

Verrebbe più da dire colpo nazionale. Piuttosto, Ramadani è un noto super-agente che detiene la procura di tantissimi calciatori serbi, oltre ad occuparsi di numerosi affari tramite corpose e succulente intermediazioni. Quest'uomo, nei racconti, ha tentato tramite il centrocampista Luka Milivojevic (in foto), che è anche capitano del Crystal Palace, di sovvertire in corsa le gerarchie del ct e le sue strategie, cosa non riuscita a causa dell'opposizione di quest'ultimo. Un'accusa niente male, anche e soprattutto a carico del calciatore. Che per di più non viene neanche convocato per il doppio impegno post-Mondiale. Un messaggio piuttosto chiaro da parte di Krstajic, che non intende ricevere condizionamenti.

Inevitabile però che a questo punto non tardi ad arrivare una contro-risposta. E questa porta la firma di... Fali? Macché! Ovviamente del solito Milivojevic. Che definisce falsità pre-fabbricate le accuse formulate a suo carico dal ct e dal suo staff tecnico, affermando sui social network - e non solo - di essere stato crocifisso di menzogne proprio da chi dovrebbe in realtà proteggerlo. Accusando quindi Krstajic di non averlo convocato perché incapace di accettare le critiche costruttive ricevute. Pensare che in tutto questo Krstajic abbia fatto persino pieno uso di un giovanotto ancora tutto da svezzare come Milenkovic, targato LIAN Sports e quindi Ramadani, non fa che aumentare la confusione sul campo da gioco.

Una sensazione di poca chiarezza che non ha contribuito a combattere Matija Nastasic. Rimasto a casa per Russia 2018 a causa di un infortunio dal quale non si era ristabilito completamente, il difensore centrale dello Schalke 04 ha contribuito a mettere il carico da novanta sul piatto, annunciando tra lo sbigottimento generale che non accetterà mai più convocazioni nella selezione serba fino a che Krstajic continuerà a sedere su quella panchina. Non vi sembrano forse le condizioni migliori per pensare a giocare a calcio?

Purtroppo la questione dello scontro tra selezionatori e stampa o l'ambiente in generale non è una faccenda nuova in casa serba. Basti pensare ad esempio che Muslin, il precedente ct, perse il posto - almeno ufficialmente - anche a causa della querelle intorno al mancato impiego di Milinkovic-Savic. E ancora prima di lui ebbe di problemi simili anche Curcic, ampiamente criticato per la sua cecità nei confronti di Tadic. Come dimenticarsi sennò delle dure esclusioni subite da Ljajic, sia sotto la guida di Mihajlovic che con Advocaat. La storia ha i suoi cicli, dicono i saggi. E in questo momento la Serbia, o meglio la sua nazionale di calcio, sta affrontando l'ennesima guerra. Quella del ct contro una corrente di malumore generata da Ramadani. Questo però lo aggiungiamo noi.