Gli assegni del ct

31.10.2017 10:20 di Dimitri Conti  articolo letto 12 volte
Gli assegni del ct

Perché la Serbia ha sollevato dall'incarico Slavoljub Muslin, il ct che l'ha portata a qualificarsi ai Mondiali? Le voci sono tante, proviamo a ricostruire gli avvenimenti.

Sembra assurdo che una federazione cacci il commissario tecnico che l'ha portata ai Mondiali. Specie se la selezione in questione è la Serbia, che da quando ha questo nome e questo assetto è arrivata ai Mondiali soltanto nel 2010, uscendo peraltro nel girone. Ma non lo è, in un paese dove le cose non girano secondo i crismi che conosciamo a queste latitudini. E così è accaduto: Slavoljub Muslin non è più il ct della Serbia. Ora la federazione va cercando un sostituto, anche se è necessario mettere le cose secondo il giusto criterio temporale. Riavvolgiamo il nastro.

Un oggetto del contendere è stato certamente l'utilizzo di questo ragazzo qua sopra. O meglio, il mancato utilizzo del potente centrocampista Sergej Milinkovic-Savic operato dall'ormai ex ct Muslin. Con tutto il rispetto per i vari Milivojevic e Gudelj che ne hanno preso il posto, alla fine dei conti pure degli onesti mestieranti della mediana. Per il giocatore della Lazio era però auspicabile almeno un'apparizione, se non addirittura un posto da titolare in una coppia potenzialmente muscolarmente esplosiva e completa come quella che andrebbe a formare con Matic. E invece no, alla voce presenze con la nazionale maggiore Milinkovic-Savic è ancora fermo a quota zero. A dir poco incredibile. Ma possibile che un giocatore solo possa far cadere un posto così importante come quello del commissario tecnico? No, e come in gran parte delle storie serbe lo strato superficiale non racconta neanche minimamente quello che c'è dietro. Per capire meglio dove stiamo andando a parare bisogna ripartire da Slaviša Kokeza.

In Serbia era ben noto che Muslin avesse le ore contate. Secondo quanto riferito dal giornalista Miloš Markovic, trattasi di un piano ben preciso ordito appunto dal suddetto Kokeza, niente meno che presidente della federazione. Forse in cerca di voti, o per motivi comunque connessi all'approvazione popolare, Kokeza aveva in mente di rimpiazzare Muslin, nel centro del suo mirino per una mentalità vincente che faticava ad infondere, e rimpiazzarlo con un nome altisonante. L'idea principale era - e resta - quella dello storico dieci Dragan Stojkovic, attualmente tecnico del Guangzhou R&F in Cina. Piksi è uno di quei nomi che sarebbe accolto dal clamore nazionale ma è legato al club cinese da un contratto ricchissimo: il nodo non è così facile da districare. Tornando alla storia principale, la chiave decisiva per Kokeza sono stati gli assegni. Non quelli che lui - la federazione, insomma - versavano al ct, bensì, come sostenuto dallo stesso presidente, quelli che Muslin avrebbe incassato da alcuni giocatori in cambio di convocazioni stabili nella nazionale A. Con quest'arma nel pugno della federazione, il suo destino è stato inevitabile: un triste epilogo, che difficilmente conoscerà mai verità, per quello che è stato comunque un condottiero verso il successo, per quanto parziale come una qualificazione ai Mondiali. Al suo posto, e in attesa del sostituto, la squadra è stata affidata al suo assistente Mladen Krstajic. Come per magia è arrivata la prima convocazione di Milinkovic-Savic, chiamato per le amichevoli con Cina e Corea del Sud.