Insospettabili eroi

10.10.2017 08:40 di Dimitri Conti  articolo letto 22 volte
Insospettabili eroi

La Serbia vola a Russia 2018, la Croazia, dopo un tentato suicidio, respira ancora. Prijovic e Kramaric, alla vigilia insospettabili, si sono presi le luci del palcoscenico.

Provvidenza svizzera

Sconfitta nella penultima partita del girone sul campo dell'Austria, la Serbia di Muslin è arrivata alla partita con la Georgia con l'obbligo di vincere, per non tenere l'orecchio attaccato alla radiolina che passa Galles-Irlanda. In teoria un impegno abbordabile, ma si sa che con i serbi si complica tutto. I georgiani poi sono una formazione dalla qualità piuttosto modesta, ma in tutta la competizione non hanno mai registrato goleade al passivo. La partita infatti si rivela rognosa, e la Serbia non riesce a sbloccarla, complice anche una buona prova del portiere ospite Makaridze. Nel frattempo l'Irlanda è passata in vantaggio. Muslin prova a sbrogliarla con un cambio e azzecca la mossa giusta. Fuori Ljajic, dentro Aleksandar Prijovic per avere più peso offensivo: dieci minuti ed è proprio lui a mettere la zampata decisiva. I serbi riescono ad arrivare in fondo senza fare pasticci e parte la grande festa, preceduta dai fuochi d'artificio. L'ha decisa Prijovic, un insospettabile a dir poco: per lui era appena il quinto spezzone di partita accumulato - mai da titolare - e il primo gol con la Serbia. Appena 74'. Lui, nato a San Gallo in Svizzera, che ha fatto la trafila con la selezione serba fino all'U19, per tornare in Svizzera in U20 e U21, fino alla scelta definitiva per la nazionale A, ricaduta sulla Serbia. Un eroe per caso, in una serata magica. Vedere duri come Matic e capitan Ivanovic commuoversi non è roba da tutti i giorni.

Maledetta superbia

Non era un girone impossibile quello che attendeva la Croazia. Certo, Ucraina, Islanda e Turchia non erano una passeggiata ma il primo posto pareva a portata della truppa guidata da Cačic. Invece la troppa superbia nelle partite chiave, giocate con la mentalità da chi ha vinto prima ancora del fischio d'inizio, è costata la testa del ct, che ha pagato i pessimi risultati con l'esonero: in panchina, per l'impresa playoff in terra ucraina, sedeva Dalic. Ce l'ha fatta, soffrendo. Nel primo tempo l'Ucraina sfiora reiterate volte il vantaggio. Subašic, già sotto accusa contro la Turchia per l'errore costato la sconfitta, rischia un'altra papera su un tiro innocuo e Konoplyanka poco dopo va vicino al vantaggio. Nella ripresa risolve tutto Andrej Kramaric, grazie agli assist di due giocatori qualunque come Modric e Rakitic. La Croazia è stata salvata dalla serata azzeccata da uno dei suoi talenti offensivi che più aveva intrigato i grandi salotti del calcio europeo, e che meno sta rispettando le attese. Nella serata di Kyiv ha messo a segno una doppietta che potrebbe però iscriverlo in una piccola fetta di storia del calcio croato. Lo scatto avverrà solo e soltanto se i playoff saranno superati. L'avversaria sarà una tra Irlanda del Nord, Irlanda, Svezia e Grecia, a meno di una clamorosa sconfitta di quest'ultima contro Gibilterra. In ogni caso nessuna di queste sfide sarebbe impossibile, ma si sa: essere serbi è una fatica, essere croati non è da meno. A complicarsi la vita basta davvero un attimo.