L'eroe di riserva

07.11.2018 12:30 di Dimitri Conti  articolo letto 26 volte
L'eroe di riserva

Si chiama Milan Pavkov. Un metro e novanta circa di prima punta classe '94 (le misurazioni viaggiano dai 188 ai 193 centimetri, abbiamo arrotondato per accontentare un po' tutti) all'apparenza anche piuttosto sgraziata. Di quelle che li guardi e non diresti che sono capaci di segnare due reti al Liverpool per regalare una notte magica come non venivano ormai vissute da più di venticinque anni a Belgrado, sponda bianco-rossa, e dintorni. E se un tempo era la Coppa dei Campioni alzata al cielo, oggi la Stella Rossa si deve accontentare di esultare per l'accesso alla fase a gironi e per queste soddisfazioni che rischiano di risultare comunque estemporanee, ma che assumono un valore anche differente se rapportate al profondo mutamento dei tempi che ha portato al compiersi dei fenomeni sopra descritti. Tornando al filo maestro, se il pubblico Delije ha potuto vivere una notte indimenticabile è anche e soprattutto grazie a quel ragazzo che vedete esultare con forza e determinazione nell'immagine usata come copertina. Prima un'incornata da ariete dell'area di rigore, poi un colpo ad effetto dalla distanza, con tanto di rincorsa prepotente da panzer per la preparazione al tiro. Wijnaldum fa la figura del foglio di carta ritrovatosi solo nel bel mezzo di un uragano: spazzato via.

Ma ripercorriamo la storia di questo centravanti che si è preso a sorpresa la gloria. Cresciuto nelle giovanili del CSK Celarevo, passa anche per il Vojvodina, nel quale non riesce ad imporsi, e nel Radnicki Nis prima di vestire l'attuale casacca bianco-rossa. Ma è proprio tra le fila dell'ultima delle due squadre nominate che trova la consacrazione, quantomeno a livello nazionale. Una volta preso dalla Stella Rossa, infatti, Pavkov è stato girato due volte indietro in prestito al Radnicki Nis. La seconda di queste esperienze, nella scorsa stagione, gli è valsa la seconda - ricorrente, eh? Ripercorrete indietro - piazza nella classifica cannonieri della SuperLiga 2017-18, e finalmente la volontà della Stella Rossa di puntare su di lui in maniera più continuativa. Anche se, ai nastri di partenza, lo faceva come riserva. Con licenza di eroismo, a quanto pare, ma come riserva.

Già, perché le gerarchie post-calciomercato estivo non raccontavano certamente di un Pavkov in prima linea. Anzi, l'arrivo di Boakye dopo l'accesso conquistato alla fase a gironi di Champions League più quello pregresso di Stoijljkovic, peraltro un pupillo del tecnico Milojevic nella sua precedente esperienza al Cukaricki, e la presenza di un baby prodigio in attesa dell'esplosione definitiva come Joveljic lo mettevano in condizione di sudare per guadagnarsi il posto. E invece quest'ultimo ancora è troppo giovane per vestire una maglia da titolare fisso, anche se da parte nostra rimane la convinzione che si stia parlando di un potenziale fenomeno, mentre il secondo fino a qui ha parzialmente tradito le attese. E non appena il primo - quel ghanese là che è anche miglior marcatore straniero nella storia del club oltre che il titolare designato - ha lasciato un'occasione da grande palcoscenico, Pavkov non ha esitato a raccoglierla.

Dopo le cinque segnature arrivate fin qui in un campionato giocato spesso da prima scelta anche in ottica turnover, il possente centravanti ha raccolto l'assist ed ha fornito un'indimenticabile doppietta in Champions League. Due reti che lanciano un ragazzo forse troppo precocemente valutato come investimento sbagliato, visti anche i molti prestiti, e che oggi sta facendo ricredere tutti, oltre che gongolare il suo presidente. Già pochi minuti dopo l'eroica doppietta circolavano in rete post ritraenti Terzic sogghignante, accompagnato da didascalie del tipo "quando realizzi che puoi vendere Pavkov per 10 milioni". Mala tempora currunt, diceva qualcuno. La realtà del calcio serbo, in fondo, è anche questa. Le società navigano in situazioni economiche perennemente incastrate, spesso male, e i talenti che emergono viaggiano molto rapidamente verso lidi più occidentali. Ma per una sera sembrava di essere tornati a più di vent'anni fa. Vedere la Stella Rossa che batte il Liverpool grazie a due gol segnati da un attaccante che vi sfida a trovarne uno più centravanti classico di lui, di questi periodi, riappacifica. Un eroe ha permesso questo, e l'identikit dovrebbe esservi ormai chiaro.