L'ultimo Večiti Derbi di Boakye

13.12.2017 11:15 di Dimitri Conti   Vedi letture
L'ultimo Večiti Derbi di Boakye

 Quello di oggi sarà con ogni probabilità l'ultimo derby di Belgrado giocato da Richmond Boakye con la maglia della Crvena Zvezda. Dodici mesi di gol, e record da Dio.

46 partite giocate tra tutte le competizioni, 37 gol. Questo lo score impressionante con il quale si presenta Richmond Boakye a quello che sarà verosimilmente l'ultimo Večiti derbi della sua carriera. Il derby di Belgrado, la sfida tra Crvena Zvezda e Partizan è uno dei più storici e sentiti d'Europa e la punta ghanese è, in questo momento storico, la speranza offensiva della squadra con la stella rossa sulla maglia. Si gioca in casa del Partizan, alle 18: Boakye, dopo aver raggiunto il record di gol segnati da uno straniero nella storia del club, ha intenzione di prenotare un altro appuntamento con la storia.

Nell'intervista che ho avuto il piacere di realizzare per TuttoMercatoWeb, il centravanti classe '93 fornisce una spiegazione piuttosto chiara della sua rinascita in Serbia. Ammettendo una professionalità non del tutto spiccata ai tempi del passaggio in Italia, ringraziando Dio in più di un'occasione e confidando di aver ricevuto una fiducia mai sentita prima. «Quando mi hanno chiamato mi hanno detto che avrei giocato tutte le partite. Qui attacchiamo sempre». I numeri supportano il suo ragionamento: finora in campionato ha messo a segno 14 gol in 13 partite. Un gol ogni 69'... numeri obiettivamente di rilievo, pur da inserire nella padronanza tecnica che detiene la Crvena Zvezda in Super Liga. Un esempio chiaro di questo concetto è rappresentato da Aleksandar Pešic: l'attaccante che l'anno scorso non vedeva mai il campo nell'Atalanta è ora titolare stabile e ha segnato 17 gol. La media realizzativa, pur notevole, è però inferiore: una rete ogni 95'. Tornando al punto, la società conferma: il ghanese partirà nel mercato invernale. Far cassa è vitale a certe latitudini, e per Boakye potrebbe prospettarsi un'occasione difficilmente ripetibile in campo europeo. A lui non dispiacerebbe tornare in Italia, ma sembrano esserci in realtà sirene di Premier League.

Di fronte c'è il Partizan. Che questi numeri offensivi non li ha, e in difesa dà la sensazione di ballare molto di più rispetto ai cugini e rivali biancorossi. Anche in Europa League si è rafforzata questa supposizione: la Crvena Zvezda ha subito appena due gol all'interno di un raggruppamento difficilissimo, mentre il Partizan ne ha prese sette solo nelle due partite contro la Dynamo Kyiv classificatasi prima. Fondamentali però le due porte inviolate con gli albanesi dello Skënderbeu, arrivate al momento giusto. Per il resto tanta sofferenza: per la prima volta da un po' di tempo a questa parte si ha l'impressione che il Partizan arrivi ampiamente svantaggiato alla contesa. Il bizzarro Léandre Tawamba, centravanti con il numero 3 che viene dal Camerun, porta sulle sue spalle una buona fetta del peso del reparto, ma l'attenzione del popolo bianconero è adesso sulle sorti di Zoran Tošic, attuale stella della squadra. Zoranator, suo soprannome ai tempi del passaggio al Manchester United - era il 2009 - che illuse su una sua potenziale carriera stellare, è rientrato a casa otto anni dopo, ma la sua presenza nel derby è a forte rischio. L'esterno destro è vittima di un infortunio e sta lottando contro il tempo per rientrare, come da lui stesso ammesso. In tutto questo il Partizan è costretto a vincere, dati i nove punti di distacco già palesati nei confronti dei rivali. Vero che siamo ancora solo alla regular season, e questo alla Crvena Zvezda se lo ricordano bene visto com'è andata lo scorso anno. Ma non è questo il momento di rallentare: la carta in più da giocare è la spinta del pubblico di casa nel catino del Partizan Stadion, per invertire la spinta morale del momento nella città di Belgrado. Sperando che tutto rimanga entro i confini della civiltà.