L'uomo del futuro

Rubrica settimanale. Ogni venerdì mattina su TuttoMercatoWeb.com
27.07.2018 09:35 di Dimitri Conti  articolo letto 41 volte
L'uomo del futuro

Ciò che fa apparire Zlatko Dalic come un fenomeno paranormale non sta tanto nella componente di sfacciata casualità e/o fortuna - a seconda dei gusti - nell'essere divenuto il trionfale condottiero della miglior armata calcistica della Croazia in un modo che definire rocambolesco è dir poco. Piccola parentesi: per comprendere cosa significhi questa sensazione, basta ripercorrere le tappe. L'attuale ct della Croazia è divenuto tale solamente a ottobre, quando la HNS ha deciso di far saltare Cacic, che aveva perso il polso della situazione. Con un clima infuocato intorno, e una sola partita al termine della fase a gironi, da vincere a tutti i costi per potersi giocare la chance di qualificazione ai Mondiali tramite playoff. Come sia andata a finire è storia nota, e - probabilmente ancora per un po' - è tutto materiale da iscrivere agli almanacchi del calcio. Con tanto di probabile seguito, dato che il vice-presidente federale Kustic ha auspicato la sua permanenza, ed anche lo stesso Dalic ha ricordato di avere due anni di contratto. Non è quello, dicevamo, che lo rende un alieno

Casomai può essere più la capacità di appropiarsi e maneggiare dei valori che si possano definire tali, a maggior ragione in una nazione complessa come quella croata. Per dare improvvisa concretezza alla digressione, è opportuno citare un'intervista rilasciata da Dalic negli scorsi giorni. Un'intervista che si potrebbe definire epocale, almeno una pietra miliare del giornalismo sportivo est-europeo se non si avesse paura di esagerare: l'uomo più amato in Croazia che parla a Blic, uno dei quotidiani maggiormente conosciuti e diffusi in Serbia, con sede nientemeno che a Belgrado. E dopo aver affrontato un lungo passaggio iniziale sulle similitudini tra le selezioni dei due paesi, Dalic va all'attacco delle suddivisioni politico-sociali senza mezzi termini: "Dovremmo guardare agli uomini, e non se questi sono serbi o croati. Sarebbe la rovina se continuassimo a guardare al passato e non al futuro". Per sua stessa ammissione, fondamentali per la sua crescita sportiva, ma anche culturale, sono state le esperienze all'estero, specie quelle negli Emirati Arabi, dove è amatissimo. Ma quale alieno, signori, questo è l'uomo del futuro. In carne ed ossa.