Lazar, alzati e cammina!

01.10.2019 10:00 di Dimitri Conti   Vedi letture
Lazar, alzati e cammina!

Ci perdonerete senz'altro il titolo, e il riferimento di altra dimensione, ma descriveva alla perfezione la scena. È tornato il figliol prodigo altrimenti poteva suonare bene, sempre per rimanere in tema. Ce lo terremo in tasca per occasioni future, chissà che non ci possa tornare utile. Nel frattempo, scrivendo e divagando, a Belgrado la sponda bianco-nera delle due leggendarie fazioni rivali in cui è divisa la città - serve specificarlo? Il Partizan - si sta godendo un giocatore che da quelle parti ha fatto bene in tenera età, o poco più, ed oggi è pronto ad intraprendere la sfida di ripetersi, adesso che in teoria è più maturo: Lazar Markovic, nome che suona piuttosto bene se si tifano i Crno-Beli. Un suono soffice. Già, ma poi c'è anche la realtà dei fatti, e racconta di un calciatore che negli ultimi anni ha faticato e non poco a trovare una sua dimensione effettiva, e per lunghi periodi si è anche ritrovato stagnante in una situazione a ridosso dello stato di inattività. Se si fa i calciatori professionisti, totalmente da evitare, direbbero tutti o i più.

Ancora oggi però il Partizan, un dato allarmante visto che in prima squadra vi ha giocato solo per due anni in pianta stabile, è la squadra con la quale Markovic detiene il maggior numero di presenze. Il vero breaking point, e la lingua non è una scelta casuale, è stato però in Inghilterra. Un trasferimento al Liverpool, a 20 anni spaccati, significa che qualcosa di buono - eccome - si è intravisto, ma le sole 34 apparizioni con i Reds dovrebbero far pensare. Così come la girandola di prestiti cui è stato sottoposto nei vari anni, che l'ha portato a giocare fino in Portogallo, Belgio e Turchia, fino alla definitiva bocciatura di Klopp, e all'addio in scadenza di contratto. Ora Markovic è tornato a casa, e ha già fatto vedere di essere in grado di tirar fuori numeri da prestigiatore, come nel caso di quello che vi mostriamo nel video qui sotto, durante il recupero di campionato contro lo Javor giocato mercoledì scorso. Per la cronaca la partita è finita 0-2 Partizan: Markovic, Markovic.

Il talento, potenzialmente, è di quello abbagliante, al quale il Partizan può aggrapparsi per cullare le proprie speranze di rinascita, di interruzione della predominanza cittadina - e contestualmente, nazionale - della Stella Rossa. E chissà che non si possa essere autorizzati a sognare anche in Europa, visto che i serbi sono alle prese con il girone di Europa League, palcoscenico ulteriormente di prestigio pure considerando dal punto di vista dello stesso Markovic. I suoi 25 anni, e lo dice la carta d'identità, significano due cose: un po' di tempo è passato dagli inizi, ma ce n'è ancora a sufficienza per rimediare ad eventuali errori. Quale strada prenderà questa volta Lazar?