Le dodici fatiche del Rijeka

12.07.2017 09:40 di Dimitri Conti  articolo letto 14 volte
Le dodici fatiche del Rijeka

 Al Rijeka, squadra della città da noi meglio conosciuta come Fiume, è riuscita la grande impresa: spodestare la Dinamo Zagreb dal primato occupato nel lontano 2005/06.

Dopo tre secondi posti di fila, il Rijeka ci è riuscito: il tecnico sloveno Matjaž Kek e i suoi ragazzi si sono regalati il primo campionato nazionale conquistato dalla squadra, ma soprattutto hanno interrotto il dominio incontrastato in territorio croato della Dinamo Zagreb, che vinceva costantemente il titolo ormai dal 2005/06. Abbiamo provato a suddividere l'impresa del Rijeka in dodici tappe fondamentali. Dodici come le fatiche di Ercole.

1. IL FILO DIRETTO CON L'ITALIA

Non tocchiamo la storia e l'influenza italiana che ha colpito la città di Fiume in particolare nella prima metà del ventesimo secolo. Un aspetto che colpisce del Rijeka è l'attuale estrema vicinanza con l'Italia, visto che il presidente è quel Gabriele Volpi, imprenditore arricchitosi grazie al business del petrolio, già presidente dello Spezia Calcio e della Pro Recco, storica formazione della pallanuoto italiana. Non a caso c'è un filo che collega Rijeka e La Spezia: molti dei calciatori appena laureatisi campioni di Croazia sono arrivati in prestito dalla compagine ligure. Tra questi hanno dato un contributo significativo l'esterno montenegrino Marko Vešovic, in squadra già dalla scorsa stagione e autore di ben cinque gol e nove assist in questa, e il terzino macedone Stefan Ristovski, portato in Italia dal Parma e protagonista di un paio di campionati discreti al Latina, prima di trasferirsi definitivamente in terra balcanica dove quest'anno è stato in grado di fornire ben nove assist in campionato. Poche invece le gare da titolare per Ivan Martic: il difensore ex Verona e, appunto, Spezia, ha collezionato perlopiù subentri a gara in corso. Josip Elez, preso in prestito dalla Lazio, ha rappresentato però un ulteriore felice filo di collegamento con lo Stivale, al pari di Dario Župaric, arrivato a gennaio da Pescara in prestito per un anno e mezzo, e che ha ben figurato nelle volte in cui è stato scelto per la causa.

2. GLI INNESTI CHE ALZANO IL LIVELLO

Inutile nascondersi: per fermare l'inarrestabile corsa della Dinamo servivano giocatori che alzassero il livello della compagine fiumana. E in tal senso sono stati due i nomi decisivi: Franko Andrijaševic e Mario Gavranovic. Il primo, trequartista slanciato di quasi uno e novanta dotato di tecnica e senso del gol, è arrivato in estate proprio dai diretti rivali di Zagabria, ed ha messo la firma su ben sedici gol dei suoi in campionato, fornendo anche cinque assist. Il secondo invece, attaccante generoso e poliedrico interprete sui vari fronti dell'attacco, era già presente in rosa, essendo stato acquistato nella precedente sessione invernale, giusto in tempo per il rodaggio. Undici le reti della punta svizzero-croata. Degni di nota anche l'innesto dell'austriaco Alexander Gorgon, esterno arrivato a costo zero dall'Austria Vienna, e il ritorno in prestito dell'attaccante sloveno Roman Bezjak, acquistato dai tedeschi del Darmstadt, ma rispedito a Rijeka: i due hanno messo a segno rispettivamente dodici e undici reti in 1.HNL.

3. IL PRIMO GRANDE OSTACOLO
6^ giornata - Hajduk Split - Rijeka 2-4

La compagine fiumana è partita bene sin da subito, collezionando quattro vittorie e un pari nelle prime cinque gare. In vetta da sola per una giornata, viene riagguantata dalla Dinamo dopo l'1-1 contro l'Inter Zaprešic. Alla sesta le due squadre viaggiano pari, ma il Rijeka incontra il suo primo grande ostacolo: l'Hajduk Split, che viaggia a tre punti di distanza. Gli uomini di Kek vanno sotto su rigore, ma la ribaltano già nel primo tempo grazie a una girata di Gavranovic e Bezjak, anche lui dal dischetto. Lo sloveno all'ora di gioco firma anche la sua personale doppietta. Dopo il gol della speranza di Ismaijli, Andrijaševic la chiude. In virtù delle reti segnate il Rijeka ritorna avanti nella classifica avulsa con la Dinamo.

4. UNA PROVA DI FORZA
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9^ giornata: Rijeka - Dinamo Zagreb 5-2

L'8^ giornata è strana: la Dinamo perde al Maksimir con l'Osijek, e il Rijeka non riesce ad andare oltre allo 0-0 sul campo del Cibalia, squadra in fondo alla classifica. I fiumani vanno a più uno, ma al contempo l'Osijek accorcia a meno uno. E alla nona c'è la Dinamo Zagreb che fa visita al Rujevica. Per l'Osijek invece semplice impegno interno con l'RNK Split, fanalino di coda. Al Rijeka manca l'uomo più in forma Bezjak, autore di ben sette reti fin lì, ma va in scena un massacro: nella prima mezz'ora i fiumani dominano in lungo e in largo e, complice una brutta giornata del giovane portiere Šemper, chiudono il primo tempo sul 2-0. Nella ripresa il motivetto non cambia: Vešovic fa tre, e Gorgon cala il poker con un missile da fuori. Dinamo alle corde, la partita finirà 5-2: anche per Vešovic arriva la gioia della doppietta personale. Come da copione l'Osijek ha la meglio sull'RNK, ma il primato è salvo, grazie a una prova di forza mica da ridere.

5. LA SOTTOMISSIONE DEI SECONDI
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12^ giornata - Rijeka - Osijek 3-0

E tre giornate dopo è proprio la volta della sfida all'Osijek, che però nelle due giornate successive ha perso terreno, e arriva al Rujevica ancora secondo, ma con cinque punti da recuperare. Il pubblico di casa accorre in buon numero, vista anche la gradevole giornata di sole e assiste piacevolmente alla sottomissione dei primi verso i secondi. Andrijaševic stacca su cross di Ristovski e apre le danze. Segue raddoppio di bomber Gavranovic, abile a insaccare sotto misura: la partita dell'Osijek, di fatto, è già finita. La zampata finale la mette un altro dei più in forma: l'austriaco Gorgon, abile a farsi trovare al punto giusto per sfruttare l'ennesima discesa di Ristovski sulla destra. Tracce di Osijek solo nel finale, quando il giovane difensore centrale Arsenic si fa espellere per doppio giallo. Gli ospiti sprofondano al quarto posto, a pari con l'Hajduk a meno otto. Seconda ora c'è la Dinamo, a meno sei. Gli storici detentori non intendono mollare.

6. AGGRAPPARSI AD OGNI MEZZO
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18^ giornata - Dinamo Zagreb - Rijeka 1-1

Alla sfida del Maksimir del 3 dicembre si arriva a distanze invariate: il Rijeka ha tenuto un buon passo, vincendo sempre eccetto uno 0-0 con lo Slaven Belupo. Per la Dinamo è una ghiotta occasione di accorciare: Kek lo sa e dispone i suoi per la prima volta a specchio, lasciando il 4-2-3-1 per un 4-3-3. I fiumani partono bene, ma la Dinamo dopo pochi minuti prende campo, affacciandosi spesso dalle parti di Prskalo. Il numero uno del Rijeka, portiere non spettacolare ma efficace e titolare indiscusso della squadra, viene sollecitato spesso, e alla mezz'ora deve volare per fermare un mancino di Soudani, sfoderando buoni riflessi. Di lì in avanti Prskalo diventa il protagonista della partita, inanellando interventi in serie, alcuni prodigiosi come nell'occasione capitata sui piedi di Kneževic. Seguendo uno dei più classici canovacci calcistici, a sbloccarla è il Rijeka: Vešovic si fa tutto il campo in contropiede e serve a Gorgon la palla per il tocco ravvicinato. A venti dalla fine però lo stesso Gorgon riceve il secondo giallo e lascia il campo. Sei minuti dopo arriva il pari di Sigali su schema da corner, e Petev manda i suoi tutti in avanti. Nel finale Bradaric avrebbe addirittura l'occasione per siglare l'immeritato 1-2, ma spedisce sull'esterno della rete il piattone a tu per tu con Livakovic. Finisce in parità: per il Rijeka è certamente un punto d'oro, dato che dietro la Dinamo ora c'è il vuoto.

7. LA MENTALITÀ VINCENTE
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21^ giornata - Osijek - Rijeka 2-3

A metà campionato era arrivata la spaccatura. Rimaste sei le lunghezze a separarlo dalla Dinamo, il Rijeka ne aveva più di dieci rispetto ad Hajduk e Osijek. In programma in un freddo pomeriggio di febbraio, la trasferta sul campo dell'Osijek si è rivelata un prezioso rilevatore della mentalità vincente insita nel gruppo di Kek. Dopo l'iniziale vantaggio firmato Gavranovic, la squadra di casa, in poco meno di dieci minuti, ha però ribaltato del tutto la situazione: alla fine del primo tempo il Rijeka si trova sotto. Nell'intervallo il tecnico tocca le corde giuste, e i suoi mutano radicalmente lo scenario: prima Andrijaševic si inserisce alle spalle della difesa e incorna il nuovo pari, poi si ripete, sfruttando la aerea di Gorgon e batte Mikulic in diagonale, incastonando i tre punti nella casella del Rijeka. In partite come queste si costruisce la mentalità vincente.

8. IL PASSAGGIO A VUOTO...
32^ giornata - Lokomotiva Zagreb - Rijeka 1-0

Zdravko Mamic è l'uomo più discusso del calcio croato. Per farla breve, tra le altre cose - l'argomento sarà approfondito in un articolo ad hoc - è contemporaneamente presidente della Dinamo Zagreb e del Lokomotiva Zagreb, quest'ultima fruttuosamente usata come palestra per i giovani della prima, ambedue nel massimo campionato croato. Casualmente il Lokomotiva ha perso quasi sempre contro la Dinamo, ma sono casualità. Pure coincidenze. Altresì il Lokomotiva sarà stato chiamato al massimo sforzo nell'incontro della 32^ giornata contro il Rijeka, ancora imbattuto a maggio, che viaggiava con otto punti di vantaggio sui fratelli della Dinamo. Al termine di una partita noiosa arrivano le emozioni: Prskalo inizialmente salva i suoi dallo svantaggio in uscita su Antunovic, ma sul corner che segue Andrijaševic affossa Karimi in area. È rigore, realizzato da Majer. Prende forma così la prima sconfitta stagionale del Rijeka. Ne seguirà soltanto un'altra in stagione.

9. ... E LA PRONTA REAZIONE
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33^ giornata - Rijeka - Hajduk Split 2-0

La giornata seguente diventa così delicata: da una parte l'opportunità di potersi subito rifare, dall'altra la consapevolezza di affrontare una squadra competitiva come l'Hajduk, con la Dinamo distante cinque punti. Lo stadio Rujevica è quasi pieno: risulterà infatti la terza partita con la maggiore affluenza in campionato. Meno di un quarto d'ora, e i fiumani sono avanti grazie ad una prodezza balistica di Maleš da trenta metri, che trova impreparato il portiere ospite Stipica segnando così il suo primo gol in campionato. Gavranovic, liberato al tocco a porta vuota da Bradaric, mette la freccia dopo un altro quarto d'ora, indirizzando al meglio la partita a favore dei suoi. L'Hajduk tenta la reazione, ma non c'è niente da fare: gli uomini di Kek difendono con ottimo temperamento mantenendo invariata la situazione di punteggio e di classifica. A cinque giornate dalla fine arriva anche la matematica certezza che sarà almeno secondo posto: proprio l'Hajduk veleggia adesso ben venti punti sotto. L'obiettivo, però, è un altro.

10. UNA FESTA IN GRANDE STILE
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35^ giornata - Rijeka - Cibalia 4-0

A seguire erano arrivati tre punti pure sul campo del Slaven Belupo, e la gara interna con il Cibalia poteva decretare, in caso di successo, la vittoria del campionato, rendendo così inutile l'ultima insidiosa trasferta a Zagabria nella tana della Dinamo. Un'opportunità succosa contro una squadra penultima in classifica, che viene colta al volo dall'undici di Kek: dopo un quarto d'ora Gavranovic ha già firmato due volte sul tabellino, e i restanti settantacinque minuti più recuperano diventano poco più che formalità, o meglio semplice attesa per far esplodere la festa fiumana. Di Bezjak e Župaric le due segnature ulteriori per il risultato finale di 4-0. Al triplice fischio del direttore di gara Vučemilovic può così partire la festa, inaugurata dall'attesa invasione di campo dei sostenitori di casa. L'annata è stata lunga, ma percorsa ad un ritmo indiavolato e adesso mister Kek, i suoi ragazzi e i tifosi del Rijeka possono festeggiare il primo campionato vinto nella sua storia, sia che si parli di Jugoslavia che di Croazia. Adesso il calendario propone un doppio incontro con la Dinamo: ininfluente il primo, ben più importante il secondo che assegnerà la coppa nazionale. Per adesso c'è da accontentarsi, scusate se è poco, di andare a Zagabria da campioni della Croazia.

11. CON I PIEDI DI NUOVO PER TERRA...
36^ giornata - Dinamo Zagreb - Rijeka 5-2

Il primo dei due incontri è al Maksimir, nella serata di sabato 27 maggio. Il clima ancora festoso di casa Rijeka, e la contemporanea sensazione rabbiosa di volersi prendere la rivincita della Dinamo plasmano l'andamento di una serata che inevitabilmente finisce con il riportare i piedi della squadra fiumana per terra. Uno scatenato El Hillel Soudani firma una tripletta - questa rete in particolare, è mostruosa - e va così ad un passo dal vincere la classifica capocannonieri del campionato, che incorona però il centravanti-torre ungherese Márkó Futács dell'Hajduk, autore di una doppietta ai danni del Slaven Belupo. In tal senso inutile la rete finale di Andrijaševic per il 5-2 complessivo, dopo aver anche sbagliato un rigore: il trequartista fiumano terminerà terzo nella graduatoria, con 16 reti. Tornando alla partita del Maksimir, la Dinamo domina in lungo e in largo, e si prende un'iniziale, ma assolutamente parziale, rivincita sul Rijeka. In attesa di poter addolcire il primo campionato perso da undici anni a questa parte, nel caso di vittoria in finale di Kupa Hrvatske.

12. ... PRIMA DI SPICCARE IL VOLO
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Finale Kupa Hrvatske - Dinamo Zagreb - Rijeka 1-3

Il Rijeka arriva alla finale consapevole di poter vincere, ma non da favorito assoluto. La Dinamo si presenta affamata all'appuntamento, e quando a farlo è la recente padrona assoluta del calcio croato, un qualche favore del pronostico in più glielo si deve. La partenza dei nuovi campioni è però ottima: Andrijaševic sfonda testardamente per vie centrali, riuscendo a ricomporre per l'ennesima volta il tandem vincente con Gavranovic, che trafigge l'estremo difensore Zagorac. Poco meno di un quarto d'ora dopo però arriva il pareggio: la firma è del 19enne spagnolo Dani Olmo, abile a scaricare un potente mancino a seguito di una mischia. Gavranovic non è d'accordo: passano quarantacinque secondi dall'inizio della ripresa e il centravanti croato è puntuale sul corner calciato sul secondo palo. Colpo di testa, e doppietta. Župaric a poco più di quindici giri di lancetta dalla fine mette la parola fine anticipata alla contesa, risolvendo da bomber la gestione di una palla sporca, scaraventata in porta di mancino in diagonale. La festa è apparecchiata: da lì a poco Maleš e Prskalo alzeranno la Kupa Hrvatske, sigillo di una stagione inequivocabilmente grande, tale da rovesciare un ordine che pareva costituito nella storia.