Maturità moscovita

03.10.2018 11:30 di Dimitri Conti   Vedi letture
Maturità moscovita

Questa è la seconda stagione per Nikola Vlasic lontano dalla terra natale croata, che ha lasciato per tentare il grande salto nel calcio d'élite europeo. Gioiellino dell'accademia dell'Hajduk Spalato, si è messo in mostra proprio grazie alle prestazioni la maglia di quest'ultimo club che gli sono valse l'inclusione nel giro della selezione nazionale. Fino ad ora non è andata benissimo, o meglio non tutto procede secondo le rosee attese, ma questa appena cominciata sembra essere quella giusta per la formazione di un calciatore di primo livello. Andiamo con ordine, ricostruendo le tappe di questo giocatore passato ieri alla ribalta delle cronache mondiali per aver dato forma alla disfatta russa del Real Madrid in Champions.

Tutto parte da Spalato, appunto. Tutto nasce qui, anche lo stesso Nikola che viene alla luce il 4 ottobre del 1997. E se sei di Spalato difficilmente il tuo sogno non sarà giocare per l'Hajduk, cosa che puntualmente avviene. Non solo gioca, ma lo fa anche bene, tanto da convincere l'allenatore della prima squadra Vukas a puntare deciso su di lui. È il 2014, e Vlasic ha appena 17 anni. L'età è un fattore, diceva qualcuno, tanto che Vlasic gioca più di venti partite da titolare, mettendosi decisamente in luce in vari ruoli dalla trequarti pura fino ad entrambi i lati dell'attacco. Le sue prestazioni crescono di stagione in stagione, e come per ogni giovane attaccante di talento dell'Est arriva qualcuno dall'Europa che conta a bussare.

Nell'estate del 2017, proprio agli sgoccioli della finestra di trasferimenti, ecco il passaggio in Premier League: l'Everton lo rileva per quasi 11 milioni di euro. Per Vlasic è l'occasione che arriva, anche se ben presto si accorgerà di quanto sia difficile imporsi a certi livelli: a Liverpool lo attende una stagione - la scorsa - fatta perlopiù di panchina e tribuna, nella quale ha giocato con una certa continuità solamente in Europa League. Deleterio proseguire sullo stesso binario: ecco perché in estate dalle parti di Goodison Park viene presa la decisione di mandare il giovane talento a sgrezzarsi in prestito. La destinazione sarà la Russia, la città Mosca.

E la squadra capitolina che lo preleva a titolo temporaneo dall'Inghilterra è il CSKA. Per Vlasic un'occasione importante, una vetrina europea ed una rosa nella quale verosimilmente potrà trovare molto più spazio. Oltre all'opportunità di poter giocare la Champions League, non un torneo qualunque. Anche così si costruisce il giocatore, e la mossa - almeno a giudicare da questo avvio - parrebbe essere già stata azzeccata. Basta proprio dare uno sguardo alla massima competizione europea per accorgersi di quanto stia già incidendo Vlasic nelle dinamiche del CSKA: in queste due partite ha segnato infatti due reti. Ma non è tanto questione di quantità, quanto di qualità: all'esordio con il Viktoria Plzen il delicatissimo rigore valso il pareggio finale, alla seconda contro i tri-campioni uscenti del Real Madrid la perla di un'importanza assoluta. Vlasic legge il retropassaggio sbagliato di Kroos e vi si avventa, facendo poi fare la figura del dilettante ad un difensore affermato come Varane. Il secondo minuto di gioco è scattato da pochi istanti ma il CSKA conduce sui Galacticos. E lo farà fino al fischio finale, per un'impresa che resterà nella storia della società. Un'impresa che rappresenta l'ennesimo passo nella costruzione del Calciatore Completo Vlasic, quello che tutti gli appassionati di calcio slavo attendono vedere affermato. La maturità, ora, passa da Mosca.