Niko Kovac saluta il Bayern Monaco: tutti i numeri dietro l'addio

04.11.2019 15:30 di Dimitri Conti   Vedi letture
Niko Kovac saluta il Bayern Monaco: tutti i numeri dietro l'addio

Alla fine è stata presa la decisione più dolorosa: staccare la spina al progetto di un Bayern Monaco guidato in panchina dal croato Niko Kovac. Fatale fu la sua Francoforte, casa della sua ascesa ad allenatore di prima fascia grazie ai risultati super raccolti con quell'Eintracht che poi, per assurdo o per un crudele gioco del fato, ha finito per costargli il posto. C'è una certa ciclicità nel rapporto tra Kovac e la squadra di Francoforte, visto che l'ultima sua partita sulla panchina dell'Eintracht fu proprio una roboante vittoria contro quello che sarebbe diventato il suo Bayern, un 3-1 che consegnò alle Aquile un'importante affermazione in Coppa di Germania. Non sorprenderà perciò l'ultimo incrocio fatale, con lui però nel frattempo già saltato dall'altro lato, con le Adler. Kovac paga sostanzialmente il non essere praticamente mai riuscito a penetrare nel tessuto bavarese, nonostante avesse già militato nella squadra tedesca quando faceva il calciatore. Non solo, in realtà, perché i fattori di criticità valutati nella separazione sono altri. E magari può aiutare dare un'occhiata ai numeri, che - verrebbe da dire - a prima vista non sembrerebbero poi neanche così malaccio. Ma che dietro nascondono realtà precise.

Lo score, nel complesso, è più che positivo: delle 65 partite con Kovac in panchina, il Bayern Monaco ne ha vinte 45, quasi il 70% del totale (69.2%). Una percentuale molto buona, che fa il paio con una media punti che non tutti possono vantare: ben 2,26. E allora perché si è arrivati a questo punto? Il discorso, da quantitativo passa a qualitativo. Va bene, i bavaresi hanno vinto una valanga di incontri, segnando in totale 169 gol, ma allo stesso tempo si nota già una prima falla nelle reti subite, ben 73 che significa almeno un gol preso a partita di media. E se vincere la Bundesliga dalle parti dell'Allianz non è un evento da considerare come memorabile di per sé, va aggiunto che nella passata annata il Bayern si è imposto in campionato solamente al termine di una lunga rimonta ai danni del Borussia Dortmund, beffato nel finale. Volete sapere contro chi fu l'ultima sfida in Bundes? Che domande, con l'Eintracht! E, attenzione alla cabala, anche quella volta è finita 5-1, ma per il Bayern. Certo, ha vinto anche la DFB Pokal, ma neanche il double - in termini strettamente nazionali, poi - basta a soddisfare totalmente il palato fine dei bavaresi, quando si parla di calcio giocato.

Con ogni probabilità, perciò, il motivo principale potrebbe essere da dover ricercare nella dimensione europea. Soprattutto nell'evidente giro a vuoto della scorsa stagione, che potrebbe aver lasciato qualche strascico di troppo lungo la strada. Il percorso del Bayern Monaco infatti, nella passata Champions, è finito troppo presto: l'armata di Kovac ha dovuto abbandonare i sogni europei già agli ottavi, cedendo il passo al Liverpool che poi si sarebbe laureato campione. A nulla è valso l'ottimo avvio in questa UCL, con nove punti conquistati sui nove disponibili, con la ciliegina sulla torta dei sette gol rifilati al Tottenham a Wembley. Di pari passo, infatti, il cammino dei bavaresi in questo campionato è stato nettamente sotto le aspettative, e il tecnico croato non sembrava avere più il pieno polso di un gruppo però - almeno sulla carta - potenzialmente infarcito di campioni. A breve, a guidarlo, ci sarà qualcun altro e non Niko Kovac. Il motivo, se vi fosse sfuggito, è scritto in queste righe qui sopra.