Paradosso Oblak. I Mondiali senza il miglior portiere

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18.05.2018 08:45 di Dimitri Conti   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Paradosso Oblak. I Mondiali senza il miglior portiere

Ai Mondiali non ci sarà Jan Oblak, il miglior portiere attualmente in circolazione. Esagerazione? No, parlano i numeri. Che dicono come lo sloveno sia l'estremo difensore della squadra che ha subito meno gol di tutta Europa. Ma di gran lunga: l'Atletico Madrid in Liga ha subito appena 20 reti, con novanta minuti ancora da giocare. In Europa, all'interno dei cinque migliori campionato, l'unica squadra ad avvicinarsi è la Juventus con 23, non a caso da molti considerata probabilmente la miglior difesa, anche in campo internazionale oltre che italiano. Per rendere ulteriormente l'idea basti far notare che il City e il PSG, dominatori in Premier e Ligue 1, hanno subito 28 e 29 reti. Merito della difesa, dirà qualcuno. Certamente. Ma se si entra nel dettaglio si noterà che Oblak ha dei numeri stratosferici, e allora forse la lancetta potrebbe pure iniziare a pendere dalla sua parte. Già lo erano quando arrivò a Madrid: fu preso dal Benfica, dove aveva subito appena 3 gol in 16 presenze di campionato (ben 14 volte inviolato!). 26 presenze totali e 22 porte imbattute in totale nella sua esperienza alle Aquile: il bello doveva ancora venire. Tornando infatti a tempi più recenti, la stagione di Oblak, culminata con il trionfo dell'Atletico in Europa League, ha vissuto di un rendimento straordinario: 48 partite e ben 29 volte ha chiuso con un clean sheet. Numeri forse più rilevanti dei precedenti, dato che un quarto di questi è in ambito europeo, tra Champions League prima ed Europa League poi. In campionato, come detto, la miglior difesa e un dato niente male: degli ultimi 12 rigori che gli sono stati calciati contro in Liga, ne ha respinti 7. Più del 50%. Un dato che ricorda un periodo da fenomenale para-rigori di Handanovic, suo connazionale che gli ha passato il testimone della porta anche in Nazionale, oltre che idealmente. Entrambi sono accomunati dalla sfortuna geografica: l'essere nati in Slovenia, nazione che però a quanto pare ha almeno la dote di produrre portieri di prima qualità, li porta a disputare difficilmente un Mondiale. Ed anche stavolta sarà così: paradossale, per il miglior portiere che si sia visto all'opera in questa stagione, e non solo.