(ri)Generazione Croazia

Rubrica settimanale pubblicata ogni venerdì su TuttoMercatoWeb.com
17.08.2018 11:40 di Dimitri Conti   Vedi letture
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(ri)Generazione Croazia

Passato il momento della festa, dell'inebriamento per un risultato mai visto, la Croazia del pallone, ma soprattutto della selezione vestita a scacchi, sta affrontando il momento della malinconia, dei saluti alle colonne portanti che l'hanno condotta negli anni ad una crescita notevole, soprattutto dal punto di vista collettivo. Per primo ha detto basta Vedran Corluka. A 32 anni, reduce da un'annata magica visto il titolo vinto con la Lokomotiv Mosca e il secondo posto del Mondiale, ha salutato i Vatreni, dall'undici titolare dei quali era uscito peraltro da qualche tempo, pur essendo tuttavia in grado di rendersi utile anche da subentrante grazie alla sua esperienza da vendere e alla duttilità tattica. Anche a Russia 2018 lo si è visto entrare per spezzoni, oltre alla partita da titolare contro l'Islanda nel girone. Dietro però, tutto sommato, le questioni sono serene anche senza di lui. Dopo un weekend di tranquillità, è il carico da novanta: prima Mario Mandzukic, poi Danijel Subasic. Il centravanti e il portiere, per alcuni le basi del calcio. E per quasi tutti, due elementi di difficile sostituzione.

Per primo il bianconero. Difficile trovare un carico così abbondante di generosità altrove, anche perché in quel ruolo ultimamente la Croazia pare scoperta, anche dal punto di vista dei giovani talenti. Andrej Kramaric ad oggi sarebbe il più papabile per il posto, dato che su Nikola Kalinic pende un enorme punto interrogativo. Quella dell'ex attaccante del Milan, oggi in cerca di una nuova vita calcistica all'Atletico, è una questione che Dalic, confermato come ct nonostante i suoi dubbi personali, dovrà risolvere. Anche perché alle spalle ancora di profili pronti non se ne vedono. Come da tradizione, infatti, il talento migliore di questa selezione è a centrocampo, e oltre all'importante spina dorsale presente c'è una generazione di '98 pronta ad emergere. E, rispettando i cliché, i migliori sono della Dinamo Zagabria: segnarsi i nomi di Lovro Majer, Nikola Moro e di Dani Olmo, quest'ultimo di doppia nazionalità spagnola. Tutti centrocampisti dalla vocazione offensiva, chi più chi meno. Per non dimenticare Ante Coric approdato a Roma. Giovani e pronti a prendere un giorno il posto di Modric e compagni. Il quale è, tra parentesi, uno degli indiziati più caldi per lasciare nel breve termine. Ma torniamo al tema principale.

Ultimo, ma non ultimo, il portiere. Il dodicesimo agli ultimi Mondiali è stato Lovre Kalinic, con alle spalle Dominik Livakovic a far da terzo. Il gigante del Gent ha avuto anche modo di giocare, e disimpegnarsi abbastanza bene, nella partita-passeggiata con l'Islanda. In corsia di sorpasso, in ottica nazionale del futuro, sono da segnalare due nomi su tutti. Il primo, e più lanciato, è Karlo Letica. Scuola Hajduk, ha ben impressionato in patria guadagnandosi la chiamata, e la titolarità, nel Club Brugge allenato dal connazionale Leko. A 21 anni ha ancora tempo per crescere e affinarsi. Ma attenzione anche a Adrian Semper. Di un anno più giovane, è stato preso in prestito dal Chievo. Chissà che non possano nascere sorprese: certamente potrà solo imparare da un grande veterano quale Sorrentino. Magari poi un giorno quella porta, ed un'altra che in cuor suo conta ancor di più, saranno sue.