Umori all'atterraggio

12.06.2018 12:10 di Dimitri Conti   Vedi letture
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Umori all'atterraggio

Ancora due giorni e prenderà via il Mondiale. Croazia e Serbia sono partite praticamente assieme per la destinazione russa. Analizziamo i differenti stati d'animo all'interno delle due spedizioni.

CROAZIA - La prima delle due nazionali ad arrivare è stata la Croazia. I ragazzi guidati dal ct Dalic hanno messo i piedi in territorio russo poco prima delle 14 italiane. Per la Croazia si tratta di un'edizione dei Mondiali per la quale le attese in patria, e non solo, sono molto elevate. Da capire se i Vatreni riusciranno a rispondere alle pressioni, un'enigma che da sempre accompagna la Nazionale a scacchi. Dalic ha utilizzato due amichevoli per ruotare la squadra: ne sono venuti fuori uno 0-2 rimediato dal Brasile del rientrante Neymar, ed una vittoria in rimonta, con un po' di fortuna annessa, nei confronti del Senegal. Dal campo non sono finora arrivate risposte di altissimo livello, ma è pur vero che ancora il Mondiale deve cominciare. Nel girone con Nigeria, Islanda e Argentina all'apparenza un secondo posto potrebbe sembrare scontato, e invece non lo è. Fondamentale sarà senz'altro la prima contro la selezione africana, e l'ultima contro gli insidiosi nord-europei, che fanno della solidità il loro punto di forza, ancor più del big match contro l'albiceleste. Che può finire con qualsiasi risultato. A disposizione del commissario tecnico c'è un gruppo forte, tecnico, con un leader vero come Modric. Che però potrebbe risentire anche delle vicende extra-campo che lo coinvolgono all'interno dell'affaire Mamic.

 

SERBIA - Neanche mezz'ora dopo è salpata anche la Serbia, che ha poi puntato decisa verso Kaliningrad, luogo del ritiro serbo. Ora dell'arrivo: 14.30 circa. Quindi spediti fuori dal territorio russo, nell'exclave sul Mar Baltico tra Polonia e Lituania: è lì infatti che si trova la città di Kaliningrad, appannaggio esclusivo della Serbia. Anche per i serbi sono arrivate una vittoria ed una sconfitta nelle due amichevoli di preparazione, anche se l'ampia vittoria sulla Bolivia, condita da gol spettacolari, ha certamente fatto dimenticare in fretta il ko di misura rimediato dal Cile. Chi non se l'è scordato è Krstajic: il ct ha chiamato tutti a tenere i piedi per terra. Senza dubbio però che la Serbia arrivi con un notevole entusiasmo all'appuntamento Mondiale, ed è probabilmente quello che servirà per riuscire a spuntarla in un girone complicato, dove oltre al favoritissimo Brasile ci sono anche le ostiche Svizzera e Costa Rica, nel quale però a Belgrado e dintorni sono convinti di poterla spuntare, affidandosi ad un collettivo solido fatto di eccellenti individualità. Ed è anche la squadra con l'altezza media più elevata tra le trentadue, dato da non sottovalutare se si entra nel campo dei calci piazzati. Con l'assoluta novità di Milinkovic-Savic, elemento cardine nel far saltare il vecchio ct Muslin, artefice della qualificazione. Vedremo chi aveva ragione.