A scuola di regia

08.06.2017 08:40 di Dimitri Conti   Vedi letture
A scuola di regia

Giovani, tecnici e dotati di sangue freddo: Andrija Balic e Saša Lukic sono pronti a farsi largo nel calcio italiano con le maglie di Udinese e Torino.

Uno dalla Croazia, l'altro dalla Serbia. Sono arrivati a Udine e Torino con l'etichetta di buone promesse per il futuro, accompagnati dalle dolci parole spese a loro favore dagli operatori di mercato competenti nell'area balcanica, i quali decantavano le loro qualità di registi di movimento, di centrocampisti del futuro. Soprattutto con le aspettative che si portano dietro certi investimenti cospicui, specie quando si va a pescare nei campionati come quelli croato e serbo, tradizionalmente sono una risorsa dalla quale attingono i club di un po' tutta Europa. Vediamoli nel dettaglio:

Andrija Balic

Balic, classe '98 in realtà è in Friuli già dal gennaio del 2016, quando i Pozzo hanno versato 3 milioni di euro nelle casse dell' Hajduk Split per avere il giovane trequartista di un metro e ottanta che stava facendo parlare di sé in Croazia. Nei primi sei mesi di Udine Balic il campo non lo vede mai, seppure l'ambiente ne parli comunque con toni speranzosi. La nuova stagione, con l'inizio stentato della formazione bianconera, non facilita il suo inserimento, anche se nel finale di stagione Delneri decide che è arrivato il momento di testarlo, e a tre giornate dalla fine gli regala il tanto atteso esordio, schierandolo titolare nel lunch match contro l'Atalanta, terminato 1-1. Il croato, nella coppia in mediana con Hallfreðsson, mostra una buona personalità nell'ora di gioco riservatagli da Delneri prima della sostituzione. Il tecnico bianconero, la domenica successiva, lo inserirà nell'ultima mezz'ora della sfida contro il Crotone, per poi promuoverlo nuovamente titolare, di nuovo per un'ora di gioco, il fine settimana seguente nel pareggio casalingo con la Sampdoria. Una gestione piuttosto oculata quella operata da Delneri, per evitare di bruciare la crescita di un ragazzo nel quale ha intravisto le doti del playmaker basso, ruolo che è andato a ricoprire nella trasferta di Crotone, chiamato a rimpiazzare uno spento Kums da vertice basso nei tre centrocampisti centrali. Dalla prossima stagione capiremo con certezza quanto l'Udinese voglia davvero puntarci, intanto nell'ultima giornata è arrivata la gioia della prima rete in Serie A: un gol inutile visto il rotondo 5-2 finale per l'Inter, ma di indubbio valore estetico.

Saša Lukic

Lukic, invece, ha ottenuto un ritaglio maggiore di spazio nella sua prima stagione italiana, aiutato nell'integrazione dall'affinità con Mihajlovic, tecnico nato nella stessa nazione. Arrivato a Torino a fine luglio dal Partizan per una cifra intorno a 1,5 milioni di euro, e accolto dalla stampa come un talento tutto da lavorare. L'esordio in Serie A avviene a metà ottobre nella vittoriosa trasferta di Palermo, quando a sei minuti dal termine del tempo regolamentare prende il posto di Valdifiori in cabina di regia. La prima da titolare a febbraio, contro il Pescara: dopo poco meno di un'ora lascia il campo per Acquah, ma esce con i suoi avanti per 4-0. La partita poi finirà 5-3. L'appoggio di zio Miha si farà sentire, davanti ai microfoni della stampa, in maniera quasi definitiva: «Mirko verticalizza di più ed è più metronomo di centrocampo, Lukic è più fisico e dà qualcosa in più in fase difensiva, è cresciuto molto da quando è arrivato. Punto su di lui anche per la prossima stagione». Un'investitura in piena regola, dato che anche la tifoseria granata pare ammaliata dal giovane centrocampista talentuoso che viene dall'Est. Più mezzala rispetto a Balic, soprattutto per le capacità dinamiche interessanti, che sembrano ben compatibili con il calcio italiano. La sua prima stagione, alla fine dei conti, può essere considerata come di puro adattamento: 15 presenze tra A e Coppa, ma non tanto incisivo da riuscire a iscriversi al tabellino dei marcatori (anche se qui ci è andato vicino) e degli assist-man. Domenica potrebbe avere però il privilegio di esordire con la maglia della Serbia, vista la convocazione in extremis del ct Muslin, che ha scelto il regista del Torino per rimpiazzare gli infortunati Fejsa e Radoja, lasciando ancora fuori, non senza qualche scoria polemica, Milinkovic-Savic. La logica è di volerlo preservare per gli Europei U21 in Polonia, dove andrà Lukic, pur con tutte le resistenze del caso della Lazio. Lotito preferirebbe tenerlo a Roma per riposare dalla lunga annata.