Il maestro e il martire - Pjanic e Mandzukic, le estremità della Juve

20.10.2019 17:20 di Dimitri Conti   Vedi letture
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Il maestro e il martire - Pjanic e Mandzukic, le estremità della Juve

Juventus-Bologna, anticipo del sabato sera di Serie A, ha raccontato dei momenti diametralmente opposti vissuti dai due - non conteggiando Pjaca - giocatori slavi presenti nella rosa dei bianconeri. Specie inquadrando il tutto dal punto di vista delle scelte di Maurizio Sarri, da qualche mese allenatore della squadra che sta cannibalizzando il calcio italiano da molti anni a questa parte. Da un lato, c'è Miralem Pjanic. Dall'altro, Mario Mandzukic.

MIRALEM IL MAESTRO
Impossibile non cominciare dal giocatore più in forma della prima Juventus formato Sarri. Il regista bosniaco è di fatto un insostituibile nello scacchiere bianconero, e sta vivendo una nuova vita sotto la guida del suo nuovo tecnico. Sbiadito il suo estro nelle ultime stagioni, nelle quali Allegri aveva provato a tramutarlo in un centrocampista dalle attitudini maggiormente difensive, quest'oggi Pjanic sta vivendo una seconda fioritura, anche grazie ai dettami di un allenatore che ha trasformato Jorginho in un top player europeo, nel medesimo ruolo. Ed anche una capacità offensiva quasi inedita, di recente: con quello di ieri sera, decisivo per battere 2-1 il Bologna, fanno tre in otto partite di Serie A. Senza dimenticarsi della doppietta in nazionale contro la Finlandia: il bottino del Bosnian Maestro, soprannome mutuato da quello di Pirlo, giusto per, è dunque già di cinque gol in stagione. Nella squadra soltanto Cristiano Ronaldo non sfigura al suo cospetto, in questo momento.

MARIO IL MARTIRE
Dall'altro lato della barricata, invece c'è Mandzukic. I tempi della MarioMania sembrano decisamente lontanissimi, e ormai la sensazione è che entrambe le parti - il croato e la Juventus - aspettino solamente gennaio per ufficializzare un addio comunque percepito dolorosamente da una buona fetta di tifoseria juventina, legata alle sue eroiche gesta negli ultimi anni in bianconero. E all'enorme contributo fornito da un centravanti 33enne, arrivato ad una nuova svolta della sua carriera visto il mancato feeling con Sarri. Ieri il tecnico, in conferenza stampa, ha reso pubblica la sua esclusione dal gruppo: "Mandzukic non si sta allenando con noi per un accordo con la società". Chiaro, chiarissimo. Ma da parte sua il gigantesco croato non ha fretta di salutare, come dimostrato pure dai grandi rifiuti verso l'Oriente da lui mossi nelle ultime settimane, rendendosi disposto anche a vestire il ruolo di martire del passaggio da Allegri a Sarri. Chiaro, si tratta solo di un rinvio, per una separazione tanto dolorosa quanto ormai inevitabile.