Nikola Milenković, promesso sposo della Fiorentina

25.05.2017 12:00 di Dimitri Conti   Vedi letture
Nikola Milenković, promesso sposo della Fiorentina

Il giovanissimo difensore è stato il perno della retroguardia del Partizan, campione di Serbia per la ventisettesima volta, e dal primo luglio si unirà alla Fiorentina.

Una doverosa premessa va fatta sul Partizan.Crno-beli hanno conquistato il loro ventisettesimo titolo, nella storia unificata di Serbia e Jugoslavia, raggiungendo nell'eterna lotta i rivali del Crvena zvezda. Decisiva l'ultima giornata: il Partizan ha travolto 5-0 il Mladost Lučani, mentre l'italianizzata Stella Rossa ha fatto altrettanto con un sonoro 4-0 sul Radnički Niš. Ma gli uomini di Nikolić, forti dei tre punti di vantaggio, hanno così sollevato la loro ottava Serbian Superliga. Adesso i due maggiori club, sarebbe meglio dire i dominatori, della storia calcistica serba viaggiano appaiati in quanto a campionati nazionali. Un ulteriore tocco di pepe ad una sfida che di per sé non ne ha un gran bisogno.

Al centro della difesa ha svettato un appena diciannovenne Nikola Milenković, prodotto della sempre produttiva accademia giovanile del Partizan che aveva debuttato in prima squadra già nel finale della scorsa stagione. Una partenza ruvida, peraltro, dato che alla seconda partita era incappato in un'espulsione per un brutto fallo. Tre giornate di stop, poi due gettoni nelle ultime due giornate, in un'annata che però ha visto trionfare gli altri, i tanto odiati rivali. Quest'anno la storia è cambiata radicalmente: l'ancora giovanissimo difensore del '97 ha trovato un'improvvisa maturazione, specialmente dal punto di vista mentale. A parlare sono i numeri: nelle trentadue presenze collezionate in questa stagione da protagonista con i suoi ha rimediato appena sei ammonizioni e nessun cartellino rosso. In più sono arrivate anche due reti, oltre ad un assaggio da titolare del palcoscenico internazionale, seppure la compagine serba sia stata subito eliminata al secondo turno di Europa League dai polacchi dello Zaglebie Lubin, usciti vincitori dalla lotteria dei rigori dopo due partite a reti inviolate. Bleki - che in italiano potrebbe essere traducibile come moretto - come viene soprannominato dai suoi compagni, è uno dei migliori profili nell'intera rosa, anche se, come afferma in un'intervista a HotSport, non si definirebbe un pilastro della difesa ma soltanto un membro di essa. Sicuri? Pochi giorni dopo il suo diciannovesimo compleanno, negli ottavi di Kup Srbije contro il Žarkovo gli viene consegnata la fascia di capitano. Meno di un mese prima la chiamata in Nazionale serba per l'amichevole contro il Qatar, ad oggi l'unica presenza di Milenković con la Serbia.

Impossibile che nessuna squadra europea accorresse a bussare in quel di Belgrado. E alla fine dei balli è stata la Fiorentina ad avere la meglio: la squadra toscana si è accaparrata senza dubbio uno dei migliori prospetti futuri del calcio serbo, un difensore dal fisico possente - è alto 1,95 cm - e dalla tendenza all'impostazione a testa alta, caratteristica da non trascurare per un calciatore così giovane, in un ruolo così delicato. Ma per la Viola non è stato facile, né un affare a basso costo: si è resa necessaria la preziosa, ma altrettanto salata, intermediazione del factotum Fali Ramadani, padre padrone del calcio a quelle latitudini e già autore del trasferimento di Jovetić a Firenze, che ha favorito il suo passaggio in riva all'Arno per un esborso totale di 5,1 milioni di euro, senza neanche la sperata inclusione del giovane attaccante Dušan Vlahović, classe 2000 ancora tutto da sgrezzare, nel pacchetto. Un fardello, amplificato dai sobbalzi tipici del calciomercato dell'Est Europa, che il giovane serbo dovrà subito scrostarsi di dosso, vista la natura notoriamente poco paziente del calcio italiano, seppur una lieve inversione di tendenza pare essere stata intrapresa negli ultimi periodi.