29 novembre, il Natale della grande Jugoslavia socialista e federale

29.11.2018 18:20 di Dimitri Conti  articolo letto 27 volte
29 novembre, il Natale della grande Jugoslavia socialista e federale

Ormai la parola Jugoslavia la sentirete solamente da chi parla, spesso e volentieri con toni nostalgici, di quel grande pastiche di culture e popoli che dopo la Seconda Guerra Mondiale decise di riunire sotto un'unica bandiera, ed un'unica guida spirituale e politica, tutta la comunità, poi rivelatasi più teorica che concreta, degli Slavi del Sud. Quel progetto tanto ambizioso quanto instabile per le caratteristiche della costruzione stessa rivive ogni 29 novembre un necessario momento di ricorrenza. Un flashback necessario per tornare indietro nel tempo per comprendere al meglio come si sia arrivati alla situazione attuale del calcio a certe latitudini europee, inserito com'è giusto che sia nel più ampio contesto storico-culturale di quel periodo. Ripercorriamo con un po' di ordine in più le date, e diamo un ordine preciso alle vicende che metteremo sotto la lente d'ingrandimento.

La Jugoslavia in sé era già nata nelle idee e nelle volontà dei popoli che l'avrebbero composta, e la sua origine è da ricercare nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale, quando una grande quantità di intellettuali bosniaci, croati, sloveni e della Voivodina chiesero la separazione dal Regno d'Austria, e per ottenere un riconoscimento da parte delle grandi istituzioni internazionali dovette ricevere il fondamentale appoggio del Regno di Serbia, più l'adesione del Regno di Montenegro. Nacque così, l'1 dicembre 1918, il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, poi mutato per volere del re Alessandro I il quale fondò, con un colpo di Stato, il Regno di Jugoslavia (6 gennaio 1929) e ne divenne il primo monarca. Il periodo della grande Jugo socialista e federale però doveva ancora arrivare.

E ciò avverrà in concomitanza con le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale. La Jugoslavia, entrata in guerra al fianco dell'asse composto dall'Italia e della Germania, presto tornerà sui suoi passi e romperà l'alleanza, subendo però come punizione l'efficace invasione dei tedeschi che entrarono con le loro truppe e conquistarono rapidamente il terreno. Da lì, dai movimenti partigiani nati come difesa e reazione all'arrivo del nemico, sorgeranno le basi fondative del futuro. E qui arriviamo a quel 29 novembre cui abbiamo fatto riferimento in apertura. Questo giorno è infatti diventato rapidamente il Natale della Jugoslavia. Era infatti il 29 novembre del 1943 quando il Consiglio Antifascista di Liberazione jugoslavo decise di ricostruire una nuova forma statale dalla quale ripartire, ed in attesa della scelta tra monarchia o repubblica venne fondata la Jugoslavia Democrativa Federale. Primo ministro divenne quello Josip Broz che il mondo avrebbe poi successivamente imparato a conoscere con il nome di Tito.

Ma non è finita qui, perché due anni dopo sarebbe stato ancora Natale. Era ancora il 29 novembre, ma del 1945, quando fu abolita del tutto la monarchia in favore della forma di governo repubblicana, guidata ancora da lui, dal maresciallo Tito (in foto). Tante le cose delle quali si potrebbe parlare per tratteggiarne il nuovo corso, dall'immediato allontanamento rispetto all'autorità sovietica fino alla progressiva concessione di autonomia ai singoli territori che componevano la Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia, una spaccatura iniziata negli anni '70 e poi deflagrata vent'anni dopo. Sei le Repubbliche Socialiste dalle quali era formata la federazione: Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia (suddivisa ulteriormente nelle due province autonome del Kosovo e della Voivodina) e Slovenia. Da lì nacque tutto. Anche Il Calcio Slavo con il quale speriamo di riuscire ad allietarvi le giornate.